La teoria del fossile

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Questo post di oggi è una piccola riflessione del sottoscritto (Scaglie, Luca, Dr. Zeta….insomma come meglio credete) su una questione che ultimamente mi fa rabbia e si verifica troppo spesso.

Come ho già ripeto più e più volte su questo blog nei primi dei duemila appassionarsi ad un genere non convenzionale era davvero difficile. Pc che all’epoca erano lentissimi, dischi o album quasi impossibili da reperire e cd che costavano un capitale (ricordo ancora il passaggio da euro a lire che ha dato la mazzata finale alle mie finanze) tutto questo non ha mai placato la mia curiosità e passione e studiavo tutti i sistemi umanamente possibili per reperire materiale “estremo“. Il modo più facile era comprare il disco, con l’incognita che poteva essere una delusione, informarsi da amici sul disco in questione (o te lo prestavano o come nel caso mio che ero ancora arretrato me lo copiavano in tape) altrimenti andavi ai concerti sparsi nel territorio se riuscivi a sapere dove (ripeto i pc facevano schifo e l’unico modo era chiedere all’amico dell’amico che conosceva un tipo…cose cosi insomma).

Ricordo ancora che i primi 10 o 15 album che riuscì a reperire tra cd e tape hanno girato per il mio stereo così tanto che attualmente sono illeggibili…era un consumo non solo auditivo ma anche fisico, si sfogliava in continuazione l’artwork per leggere i testi, studiare le immagini usate e capire che messaggio volevano trasmettere…il disco o lo amavi altrimenti lo scambiavi con qualche amico che magari apprezzava quel disco per reperire altro. C’era una voglia di scoprire, sapere e sentire qualcosa di diverso che era incredibile, tra fanzine e concerti si aveva modo di scoprire sempre gruppi nuovi e per me ogni gruppo che si esibiva o rilasciava un disco era una vera leggenda. Ricordo ancora che quando mi diedero i dischi di gruppi come Kautery, Trauma Craniko, Lumaka Inferocita e Warmonger per me erano allo stesso livello di Morbid Angel o Death, non avevo il concetto di gruppo “più grosso” per me erano tutte band strafighe che facevano album incredibili.

Adesso i tempi sono diversi, un disco posso ascoltarlo su bandcamp, youtube o chissà quante altre piattaforme prima di acquistarlo. Onestamente non nego che anch’io utilizzo questo sistema molto spesso ma se poi mi si presenta l’occasione di acquistare un album ascoltato in internet lo faccio più che volentieri, perchè da una parte la curiosità artistica che è dentro di me è ancora forte e viva anche se dai fatti narrati qui sopra sono passati circa 15 o 16 anni e dall’altra parte perchè voglio supportare la band che mi piace e fargli capire che il loro disco mi è piaciuto. Mi rendo conto che io posso essere esagerato (tra tape, vinili e cd avrò superato i 1500 album) ma mi sembra assurdo che negli ultimi anni il prodotto fisico sia diventato un feticcio. Magari la troppa facilità e reperibilità delle band e dei loro lavori ha scemato il fascino del “prodotto” (inteso come musica, testi, immagini no come semplice album) ma ultimamente sia la curiosità di sentire qualcosa di nuovo (che attenzione non vuol dire “andare a un concerto” ma “ascoltare il gruppo che suona” che è diverso) che supportare la band acquistando un prodotto finito è un concetto sempre più raro e come potete aver capito leggendo queste righe mi fa rabbia. Premetto che tutto questo pippone non l’ho scritto perché ho una distro e vendo meno (cioè ragazzi produco band estreme nel formato più di nicchia possibile dopo il floppy disk) ma perchè ci sono band italiane (locali e non) che hanno prodotto lavori a mio parere davvero validissimi e a conti fatti su produzioni di 300 o 500 copie ne distribuiscono 10 o 15 in Italia e il resto nel mondo.

Avere una distro ti permette di fare una delle cose più belle di tutte a mio parere, cioè condividere la tua passione con altri. Ultimamente però mi rendo conto che nonostante ci sia tutta questa tecnologia e proposta musicale la gente si fossilizzi su un genere o un pacchetto di gruppi preconfezionato e basta. Mi è capitato di dover spiegare il genere o la proposta delle uscite della mia distro (cosa che non mi fa impazzire perchè dare etichette lo trovo sempre di cattivo gusto) e facendo dei paragoni con altre band chi mi stava di fronte restava basito. Per fare un esempio più concreto: chiedendomi un gruppo simile ad una delle band da me proposte sul mio banchetto ho citato i Blood For Blood e chi mi stava di fronte mi ha confessato di non conoscerli ma di conoscere solo Agnostic Front, Punkreas e Offspring. Percarità non voglio sminuire i nomi citati dal mio interlocutore ma mi sembra impossibile che nel 2017 con una capacità di reperire informazioni al massimo del suo splendore non si conoscano i Blood For Blood, sopratutto se ci si trova ad un concerto punk hardcore.

In cuor mio spero che questa “Teoria del Fossile” svanisca pian piano fino a non lasciare alcun ricordo, dentro di me so che chi segue questo blog (o almeno buona parte) prova quella stessa curiosità o passione che provo io e confido che posso e possiamo portare avanti questo nostro progetto per molto tempo ma onestamente la cosa che mi spaventa di più e mi fa paura è il dopo.

 

Grafica by Alx

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