Death Metal: La vecchia scuola ai giorni nostri

Non so voi cari lettori ma ultimamente la lettura mi ha rapito: il piacere di rilassarmi, preferibilmente buttato a letto, con un buon libro è terapeutico: da un lato mi lascio rapire dalle parole e dai racconti e dall’altro estrania la mia mente dallo schifo che mi circonda, tipo legge da Far West che fa crede alle pecore che il diritto naturale all’autodifesa sia sacro quando in realtà parliamo di becera licenza di uccidere.
Ma torniamo ai libri…recentemente per lavoro mi sono recato in quel li di Torino e durante un giretto post cena inuna libreria ho trovato “Profondo Estremo” di Jason Netherton uscito per la Tsunami Edizioni. Adesso, in cuor mio spero che buona parte dei lettori di questo blog che si reputano “appassionati di musica” e non semplici ascoltatori causali di rumore sappiano chi sia il buon Jason ma per i meno informati ( visto che recentemente mi sono stati proposti Drown In Sulphur, Impeding Doom, Despised Icon, Carnifex, Chelsea Grin, Whitechapel e Suicide Silence come Death metal..cioè capisco che con il tempo certe cose cambiano ma non conoscere Dismember, Bolt Thrower o Vomitory e propormi codeste code…) parliamo di un ex membro (nonché fondatore) dell’istituzione Death/Grind Dying Fetus e fondatore nel 2001 di un’altra band molto importante, i Misery Index.
In queste 507 pagine ci sono racchiusi i ricordi, pensieri e riflessioni dei grandi nomi della scena death metal globale che tra la fine degli 80 e l’inizio dei 90 hanno saputo inventare e allimentare un genere…un genere cosi underground che aveva una sua struttura, una sua rete di contatti e distribuzione che nel 99% dei casi consisteva in pochi spicci uniti a un foglio con un indirizzo dentro una busta da spedire in giro per il mondo e una lunga attesa.

L’attesa veniva ripagata da demo tape duplicate e registrare al meglio che si poteva (eh ti pareva che scaglie cibuttava le tape anche qua?), fanzine scritte a mano e flyer stipati dentro buste strapiene che molto spesso portavano la dicitura “Death Metal Underground“.
Ross Dolan (Immolation), Robert Vigna (Immolation), John McEntee (Incantation), King Fowley (Deceased), Matt Olivo (Repulsion), Dan Swanö (in qualsiasi band svedese ma sopratutto Edge of Sanity), Ed Warby (Hail of Bullets/Gorefest), Alex Oquendo (Massacre), Anders Schultz (Unleashed), Chris Barnes (Six Feet Under), George “Corpsegrinder” Fisher (Cannibal Corpse), Derek Boyer (Suffocation) sono solo alcuni dei nomi tirati in ballo da Jason in questo libro dove raccontano come è nato questo genere, come si è evoluto e cosa è diventato. Questa lettura ha riacceso in me la voglia di ascoltare quel bel marciume che in adolescenza ho veramente consumato: Stufato del thrash cercavo qualcosa di più estremo, mi reco nel negozio di fiducia e cosa trovo? Morbid Angel con Altars Of Madness e Hate Campaign dei Dismember. Da quel giorno in poi è stata una strada tutta in salita.
Riaccesa questa curiosità in me ho cominciato a informarmi sulle attuali uscite death metal e porca puttana cosa non è uscito in questo 2017! Prima uscita che voglio segnalare sono i Memoriam, supergruppo che vede Karl Willetts dei Bolt Thrower e Frank Healy dei Benediction. Questo “For The Fallen” uscito per Nuclear Blast è grintoso, genuino molto basilare a livello di tecnica ma le canzoni hanno un feeling e una espressività pazzesche. Il progetto nasce come tributo per Martin ‘Kiddie’ Kearns, batterista dei Bolt Thrower scomparso due anni fà e vista l’intenzione e il grande fardello che ha deciso di portarsi la band a mio papere con questo album e questo progetto sapranno colpire nel cuore i fan della storica band inglese. Altro disco imperdibile è “Demonization” dei Lock Up: La vecchia guardia che picchia ancora pesante con il suo death/grind (Shane Embury al basso, Nick Barker alla batteria, Anton Reisenegger alla chitarra e la new entry Kevin Sharp alla voce che sostituisce Tomas Lindberg) dopo più di vent’anni di carriera sanno ancora creare tonnellate di rumore genuino e mai ripetitivo.

Altra importante release è la ristampa in vinile di “Warrior” dei svedesi Unleashed, questo disco nel 1997 lanciò la loro carriera con poche e semplici cose: ritmo, scioltezza, aggressività e lo spirito battagliero che non ha mai abbandonato il quartetto svedese. Il loro ultimo lavoro “Dawn of the Nine” del 2015 uscito per Nuclear Blast ha ricevuto moltissime recensioni positive, segno che la band nonostante sia attiva da ventotto anni ha ancora molto da dire. Sempre in ambito svedese troviamo gli Evocation con “The Shadow Archetype“, disco molto carino che come nei precedenti lavori unisce il suono di Stoccolma con quello di Goteborg..non mi ha fatto impazzire ma conoscendo la storia della band (che ha vissuto innumerevoli cambi di line up) e nonostante l’abbandono quattro anni fa del batterista e chitarrista storici hanno saputo rinascere con un disco buono.

Disco che invece mi ha fatto impazzire è “Whereve They May Rot” dei Cut Up, nati nel 2014 dopo lo scioglimento nel 2013 dei Vomitory. Erik Rundqvist insieme ad altri ex componenti dei Vomitory con questo secondo lavoro in studio consolidano le premesse fatte nelle recenti interviste: suonano ancora più pesanti, hanno atmosfere malsane,testi splatter… insomma se amate il death metal non potete perderlo.
La Svezia inoltre ha un uomo che il death metal lo tiene nel sangue: L-G Petrov. Con i suoi Firespawn, supergruppo con componenti di Necrophobic, Raised Fist, Entombed, Unleashed e Nihilist realizzano lo spettacolare “The Reprobate” uscito per Century Media, un massacro inconcepibilmente spietato e ben studiato con un riffing tagliente e serrato.

Ma anche l’Olanda partorisce rumore metalloso senza compromessi: da una parte con il ritorno sulle scene dei Antropomorphia, attivi dal 1989 hanno pubblicato solo due demo, un EP e un album in più di vent’anni per poi tornare nel 2012 grazie alla Metal Blade e da allora ogni due anni hanno rilasciato un album. L’ultimo “Sermon Ov Wrath” fa capire perchè l’etichetta abbia investito su di loro: Death Metal ben suonato con un’estetica horror, gotica e fumettistica ispirata dalla vecchia scuola di Asphix e Bolt Thrower. Dall’altra parte troviamo i storici Sinister, anche loro attivi da sempre (nascono del 1988 fate voi) e freschi dell’uscita di “Syncretism” per Massacre. Da “The Carnage Ending” del 2012 la band ha sfornato titoli più che degli del loro nome e la ricetta è semplice. Death Metal grezzo, diretto, vecchia scuola, zeppo d’attitudine e votato all’aggressione.

Ovviamente la scena americana non è rimasta ferma davanti a tanta violenza e allora troviamo il ritorno dei grandissmi Six Feet Under con “Torment“, rilasciato per Metal Blade. Nonostante la band abbia rilasciato cinque album in cinque anni non ha mai avuto nessun calo di qualità e la loro proposta di death metal violento, iconoclasta e brutale resta invariata, dove coerenza e devozione alla causa restano i pilastri della loro proposta. Chris Barnes resta il baluardo del death metal duro e puro. Un grande ritorno dai gloriosi anni 90 sono i Morta Skuld, band death attiva dal 1993 al 1998 e ripresa in mano da Dave Gregor, cantante/chitarrista storico della band che dopo quasi vent’anni recluta i giovani Eric House (ex batterista dei Jungle Rot) e A.J. Lewandowski (live session dal 2013 al 2015 nei Decrepit Birth) per realizzare “Wounds Deeper than Time“, un album carico di energia, marcio e potente con quel suono che le band più giovani non riescono mai a emulare fino in fondo. Chi però detiene (a mio avviso) il trofeo come miglior disco estremo dell’anno (per il momento, dopo vi dico perchè) sono gli Immolation con il loro “Atonement” uscito per Nuclear Blast: loro sono una certezza in ambito death, sanno unire ferocia e impatto con atmosfera e epicità e questo disco in particolare è Oscuro e pesante e nel suo complesso suona in maniera compatta e grandiosa.

Quel “per il momento” scritto precedentemente è perchè il 9 giugno uscirà “…of the Dark Light” dei Suffocation per Nuclear Blast, due brani del disco sono già disponibili on line (Your Last Breaths e Return To The Abyss) e nonostante i recenti cambi di line up (Eric Morotti alla batteria e Charlie Errigo alla chitarra) promettono molto bene e altra uscita da tenere d’occhio è “Axis Mundi” dei Decrepit Birth che uscirà a fine Luglio per la polacca Agonia records del quale non si sà ancora niente ma se si avvicinerà minimamente al precedente “Polarity” avremo un altro capolavoro brutal death.

Insomma sono già usciti un sacco di dischi favolosi e altri stanno per uscire, vi conviene risparmiare qualche soldo e prepararvi a questa ondata di death metal, sia scritto che suonato.

Buon Rumore

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