Intervista Contrasto

Venerdi 15/02/13 si è svolto il Gusto VOMIT fest,  (organizzato dall’ormai leggendario combo Gusto Rana! Production e Grindpromotion) che ha portato nella nostra bella Padova band del calibro di Cancer Spreading, Contrasto, The Spirits e Blue Vomit!
Proprio come anticipa il titolo di questa pagina qui di seguito troverete l’intervista fatta con Max dei Contrasto, che venerdi insieme alla sua band ci hanno regalato un potentissimo live!

titolo_contrasto

 Ciao ragazzi, normalmente apriamo l’intervista con la biografia della band ma in questo caso non credo ce ne sarà bisogno! Piuttosto parliamo del vostro ultimo lavoro “Tornare ai Resti”…

Contrasto - Tornare Ai Resti


E grande Luca!! Così si parte, senza biografia…che sennò sembriam più vecchi di quel che siamo… ;). Parliamo del nuovo LP “Tornare ai resti”. Che dirti. Siamo sinceramente soddisfatti. Come quando qualcosa cui hai dedicato tempo e passione alla fine vien fuori nel modo in cui lo avevi all’incirca immaginato (e spesso non è proprio così, soprattutto a distanza di tempo, per sensazioni assimilate o intenzioni messe in gioco assieme ad altre persone). “Tornare ai resti” contiene infatti sinteticamente già dal titolo, a tutti i livelli, il percorso di questo disco con i nostri ultimi anni, i nostri assestamenti “fisiologici” (previsti, ma non scontati) e il tempo fatto di esperienze ad incrocio, energie, flessioni e stanchezza, sudate, rinnovati stimoli e necessità coerenti…oltre ad una progettualità politica (collettiva ed individuale) che da sempre abbiamo posto in primo piano in tutti i nostri dischi e che attraverso questo LP siamo riusciti a sottolineare, forse, con maggior chiarezza comunicativa (tra parole, immagini ed accordi…che ben si amalgamano in un tutt’uno, secondo me).
Il Bootleg è veramente ben curato, come avete svillupato il lavoro? Inoltre troviamo tre paragrafi, “Nuove (r)esistenze”, “Si muore ogni giorno di niente” e “Nuove avanguardie (tornare ai Resti) come mai questa divisione?


Ti ringrazio, fa piacere. Graficamente (foto/immagini e idee) ci ha dato una bella mano l’amico Stefano dei Kalashnikov (una certezza del resto)…poi in particolare Stiv e Nicola hanno messo a frutto le loro capacità tecniche sulla base di discussioni collettive mediante le quali da sempre procediamo passo a passo nel fare i nostri dischi. Per ciò che concerne lo scritto (testi e commento, diciamo…) c’è una sorta di filo conduttore che attraverso la semplice lettura dei testi potrebbe non cogliersi al meglio. Per cui mi è venuto spontaneo scrivere in questo modo (non avevo pensato ad una suddivisione in paragrafi…così è uscita) una sorta di commento generale al disco che includesse, poi, quanto nei testi viene parzialmente esplicitato o comunque può slegarsi dal pezzo che lo segue o precede. E in un percorso di qualsiasi tipo credo sia necessario procedere “a tappe” proprio per focalizzare/assimilare al meglio la fase e le intenzioni del percorso stesso. Poi…sì! penso sia abbastanza chiaro quel che in ogni parte del commento viene preso in considerazione…sebbene l’abbia scritto in base a quanto vivo, penso, filtro, sono, faccio…e dunque mantenga una sorta di chiarezza comunicativa pur sempre vincolata alla sua forma per così dire empatica/soggettiva. In un nostro disco lo strumento “parola” è sempre risultato prioritario (con tutti i limiti del come a volte siam riusciti o meno a esprimerci).

Tornando al disco musicalmente parlando le canzoni sono tecnicamente ineccepibili e come sempre il testo la fà da padrona, diretto e mai banale o scontanto. Ha influenzato in qualche maniera il recente cambio di line up?

Certo…Tutto fa comunque parte del tempo e del modo in cui lo stai vivendo. E l’arrivo di Teo e di Tommo è stato un passaggio tanto naturale quanto inatteso, una gran bella coincidenza (a volte le cose vanno anche così). Tutto al “momento giusto. Tanto che quando capita, mi fa sempre piacere raccontarlo. Ci si conosceva un poco per via del loro gruppo precendente e già poi con i La Prospettiva avevano suonato anche al Csa Capolinea di Faenza dove da un po di anni mi muovo. Ricordo che dopo quel loro concerto mi erano talmente piaciuti che scrissi loro il giorno dopo una mail condita (non ti nascondo che raramente ormai ascolto per intero un concerto o un disco punk…e soprattutto nello spazio sociale in cui la stessa sera c’è anche tutto il resto cui star dietro). Tommo frequentava da tempo anche il “Sole e Baleno” a Cesena e poi anche con gli altri ci si era incrociati pure Al Confino squat. Per fartela breve, nell’estate di due anni fa ci incontrammo tutti e 5 i “vecchi” Contrasto considerando che gli impegni del Morone e la paternità di Enrico da un po di tempo non ci permettevano di vivere con scioltezza le questioni del gruppo, soprattutto i momenti (non tecnici) legati alle prove e alla progettualità del gruppo (oltre che un vincolo ai concerti, al viverseli al meglio). Decidemmo tranquillamente che in qualche modo avremmo proseguito in tre (Nik, Stiv ed io) e altrettanto tranquillamente gli altri due si sganciarono in virtù del fatto che la nostra amicizia non poteva farsi carico di una forzatura legata al gruppo…come per altro oggi continua ad essere. Credo fu qualche giorno dopo che parlandone al “Sole e Baleno” Tommo si fece avanti proponendo anche Teo. L’idea ci prese subito benissimo. Poi il resto, in caso, sarebbe venuto. E così è andata. Dopo due anni e mezzo devo dire che abbiamo ritrovato un’amalgama e un entusiamo incredibile. Ci divertiamo in sala prove così come nel viverci i concerti dal momento in cui carichiamo la furga a quando rientriamo a casa. E buona parte di quell’energia credo sia legata alla spinta che Teo e Tommo ci hanno dato, alla loro età 😉 . Una bell’amalgama di esperienza, freschezza e caratteri che si conoscono e s’incrociano impastandosi spontaneamente. Davvero da tanto tempo non mi divertivo così, come succede oggi per strada o prima/durante/dopo un concerto. E naturalmente anche il loro contributo al gruppo è stato notevole, sia tecnicamente sia da un punto di vista umano… mi sembra a volte sia più tempo che suoniamo assieme.

Personalmente questo vostro nuovo lavoro trasmette la sensazione di voler riaccendere la lotta contro il sistema, l’antagonismo verso la società, era il messaggio che volevate trasmettere? Vorrei un vostro commento a riguardo.


E’ un discorso credo piuttosto “complesso”. Ogni nostro disco (come credo in generale un progetto in certi ambiti di movimento) nasce come strumento politico (dove per politico, non mi stancherò mai di risottolinearlo, intendiamo l’approccio al quotidiano) e dunque in tal senso parte e arriva, attraverso una nostra mediazione individuale, al contesto dal quale non possiamo sentirci divincolati (con la forma che assume in quel momento…e con tutti i limiti di “spinta e ricezione” che un disco, al fine, comunque rappresenta). Non c’è nessun antagonismo sociale ma anzi un’urgenza collettiva e una concreta possibilità che dobbiamo poterci riprendere dal basso riappropriandoci di spazi e momenti solidali in cui tornare a sviluppare dinamiche di relazione/fiducia reali e sincere (e non virtuali ne mediate/delegate). Contesti in cui tornare a discutere di tutte quelle necessità che sono trasversali e condivise perchè riguardano la maggior parte di una massa ridotta a “sacrifici, lascrime e sangue” da un potere garantista e autoritario che conservare ad ogni costo e ad ogni prezzo i propri privilegi. “Tornare ai resti” quindi è un po come dirsi…dove siamo finiti in tutto questo tempo mentre ci hanno ridotto a croci ammaestrate e silenti? E’ dunque una sorta di “volontà di ritrovarci in campo” perché tutto intorno rischia di crollarci addosso (se già non lo fosse stato…).


Visto che ci stiamo avvicinando al voto vorrei un vostro commento sulla situazione politica attuale


E’ il solito e patetico cabaret dell’arroganza. Con la differenza che oggi, più che mai, ci stanno prendendo volontariamente per il culo (come da sempre del resto) senza nasconderne la volontarietà. Il processo di annichilimento socio-culturale di queste neodittature politico-finanziarie ha portato a termine un progetto di compenetrazione e svuotamento dell’individuo fino a farlo diventare numero/massa. Mi chiedo come sia possibile ogni giorno non avere la netta percezione che stiamo vivendo in uno “stato di guerra permanente” in cui tutto è via via represso, carcerizzato, escludente o includente (dipende dalla parte), respinto…in cui dispositivi identitari, coercitivi, razzisti, sessisti e patriarcali creano terreno fertile ad una generale fascistizzazione sociale (giustificata e giustificante dal cosiddetto “tempo della crisi economica”). Non vedo spiragli purtroppo, se non forse utopisticamente legati ad un cambio radicale di questo esistente.

Avete pubblicato 8 split attualmente, che ricordo avete delle band con le quali avete collaborato? Con quale siete più legati?


Tanti, tantissimi ricordi se specifici al come e al quando l’idea di uno split è nata e si è poi sviluppata/concretizzata in un disco. Davvero in sto momento non saprei da dove partire perché di ognuno potrei scrivere tante cose e comunque sono percorsi e amicizie che al più stiamo vivendo tutt’oggi. In un modo o nell’altro ogni split è nato da conoscenze reciproche e amicizie precedentemente o successivamente affinate. E per questa ragione ognuno meriterebbe le giuste considerazioni in questa chiacchierata. Personalmente ho legami particolari che mi riportano ad ogni disco proprio perché il percorso di ogni disco è molto meno tecnico di quel che può sembrare. Detto che poi ci sono aspetti legati ad un disco che fanno parte dei nostri ricordi, delle nostre amicizie, delle esperienze incrociate o incappate per caso…per le quali il disco è minimamente rappresentativo. E questo credo sia fondamentalmente autentico e conservi il senso di quel che da tanti anni viviamo in sto modo.

Attualmente siete impegnati con il marchio MVDS, con l’autogestione del Csa Capolinea di Faenza e la gestione dello spazio anarchico libertario “Sole e Baleno”, come procedono questi progetti?


Oltre ai Contrasto, individualmente ed in funzione del territorio in cui stiamo (a differenza degli altri che vivono a Cesena, io da anni abito a Castelbolognese ad esempio), viviamo anche il collettivo di gestione di spazi sociali come lo spazio libertario “Sole e Baleno” di Cesena, il Csa Capolinea di Faenza ed il gruppo Nuove Resistenze a Castelbolognese …sebbene in questi ultimi anni, anche grazie al progetto di coordinamento detto “Romagnamia”, stiamo cercando di proporre situazioni e momenti di confronto critico (a costruzione dal basso) tra persone, gruppi e spazi sparsi tra Rimini, Cesena, Forlì, Ravenna, Lugo, Imola, Faenza, Castelbolognese e Ferrara. Individui e collettivi che r-esistono/crescono sul territorio da anni e per i quali personalmente sento, soprattutto da qualche anno in qua, un ritorno di “buon tempo”, molto stimolante e determinante in prospettiva. MVDS è ad oggi la distro benefit del materiale accumulato tra scambi e quant’altro in tutti questi anni coi Contrasto (un aspetto curioso è che nessuno, eccetto noi, ha mai saputo cosa significhi realmente questo acronimo ;)…).

Dopo ben 17 anni di attività c’è qualcosa che cambiereste nel percorso dei Contrasto? Ci sono avvenimenti, dischi o collaborazioni che vi sono rimasti più impressi?


Non voglio voltarmi troppo indietro sia perché il carico è comunque non irrilevante (ne son passati di anni tenendo conto che abbiam mantenuto un ritmo costantemente “attivo”…e per fortuna) e per carattere tendo a malinconicizzare anche troppo spesso “i bei tempi che furono”, sia perché credo sia importante darsi continuamente prospettiva. Del resto il tempo è adesso…e per ritrovarci a parlare delle cose che son state, beh! si spera sempre ce ne sarà poi. Se però devo a titolo esemplificativo riportare a galla in questo istante qualcosa, non posso fare a meno di ricordare gli anni meravigliosi dell’occupazione di Al Confino squat a Cesena…con tutte le riunioni e le cene in sala bar, i volantini appesi ai muri, le giornate trascinate a metter su qualcosa in cui non abbiam mai smesso di credere, tutti i concerti ma anche i pomeriggi in camere, soffitta o in giardino tra merde di cane e chiacchierate o scazzi e gioie intense…con tutti quelli che ci son passati o ci han suonato o ci siam persi poi qua e la dopo lo sgombero e i momenti della vita. Questo, per me, è stato più di quanto mi aspettassi senza averlo messo in conto. Incredibile, intenso, unico. E anche quei giorni, tutti (ad uno ad uno) io li rivivrei esattamente allo stesso identico modo. Con quello che c’è stato dentro. E nel modo in cui è andata a finire.

Nel futuro dei contrasto cosa vedete? Cosa ci dobbiamo aspettare?


Proviamo a far quello che abbiam sempre provato a fare …poi ne riparliamo magari tra qualche anno, con la barba più brizzolata e sempre meno capelli in testa 😉

Grazie mille per il tempo che ci avete dedicato, chiudete pure l’intervista come meglio credete.

Ci mancherebbe pure. Grazie a te, Luca. Anche queste chiacchierate mediatiche o lo spazio di una web-zine (in sti tempi in cui tutto è fortemente tecnologico ed accelerato) non sono per nulla scontati. Con piacere. Ci si vede in giro…

Link

Sito: http://www.contrastohc.com

E-mail: contrastohc@gmail.com

Recensione e Free Album “Tornare ai Resti”: http://www.punk4free.org/articoli/4-recensioni/2809-contrasto-2012-tornare-ai-resti.html

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