Veuve – Yard

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Prima di iniziare questa recensione ho una premessa da fare: avrei voluto recensire il loro Ep ancora lo scorso anno ma tra mille impegni non sono riuscito, nel frattempo questi tre sabbathiani non hanno perso tempo e dopo essere entrati in contatto con The Smoking Goat Records & Acid Cosmonaut Records hanno rilasciato questo nuovo album che porta il titolo di “Yard“.

In questo disco sono racchiuse un sacco di influenze (anche molto diverse tra loro) ma i tre spilimberghesi fanno davvero un lavoro da maestri fondendo doom, stoner, rock psichedelico e riff che si alternano tra Sabbath e il rock dei Seventies. Il disco ti rapisce subito perchè i Veuve hanno una forte alchimia tra di loro e giostrano i brani a loro piacimento, passando da momenti dove il muro sonoro la fà da padrona con chitarre distorte e cariche di groove ad altri dove sonorità più fluide e una accurata ricerca della melodia sono dominanti, la base ritmica è impeccabile e anche dove la band rallenta per creare atmosfere più spirituali e psichedeliche con una voce penetrante e profonda sono avvolgenti, oscuri e a volte ipnotici. Ci sono diverse piccole sciccherie che lo rendono incredibile, Una è il giro di basso perseverante di “Mount Slumber“, ritmica ossessiva e magnetica che nonostante i suoi 7 minuti non stanca mai (e lo dice uno che ascolta album che durano come questa canzone), l’effetto ipnotico chitarra-voce di “40.000 Feet “, fatto con variazioni ritmiche che danno al brano un’atmosfera suggestiva e infine il sintetizzatore in pieno stile anni 80 alla fine di “Pryp’jat‘”.

Insomma immaginatevi un ibrido tra i Blue Oyster Cult e Red Fang con l’unica differenza che Riccardo Quattrin (basso e voce), Felice Di Paolo (chitarra) e Andrea Carlin (batteria) nonostante ispirati da questi nomi hanno un loro stile e creano un disco magnetico che trascina l’ascoltatore per tutti i suoi 45 minuti.

Preparatevi a una danza sabbatica, preparatevi a Yard.

Veuve Bandcamp